mercoledì 18 gennaio 2017

Recensione: "Flower" di Elizabeth Craft feat. Shea Olsen

Flower era un titolo molto atteso nel panorama editoriale e, difatti, non per nulla la Newton ha scritto in copertina "Un successo mondiale". L'unica pecca? Aver sopravalutato questo romanzo: la poca originalità della trama, l'eccessiva sostanza del romanzo, i troppi colpi di scena, sebbene lo stile delle due scrittrici appaia molto scorrevole. Ma si sa: il troppo storpia. Ma ve ne parlo meglio nella recensione.


AUTORE: Elizabeth Craft feat. Shea Olsen
GENERE: Romance, Young Adult
EDITORE:
 Newton Compton 
PREZZO:
 9,90 € / eBook 4,99 €
PAGINE:
 285
DATA DI PUBBLICAZIONE:
 2 gennaio 2016

TRAMA

Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

Recensione

La nuova frontiera dello Young Adult si pone spesso d'innanzi a tematiche svariate, ma tutte si prefissano l'obbiettivo di creare sogni ed emozioni. Con "Flower" le scrittrici Elizabeth Craft e Shea Olsen giocano proprio sul fattore emotivo ricreando una storia dalla trama semplice e sicuramente adatta ad un pubblico giovanissimo. È Charlotte Reeds ad accompagnarci nella narrazione, raccontando della sua vita difficile in casa con la nonna e la sorella Mia, nonché il piccolo Leo, il suo nipotino di pochi mesi. La madre è morta in un incidente e da quel momento Charlotte ha sempre creduto che l'amore fosse solo un effetto collaterale che rende pazza la gente. È sicura che lo studio e il suo ambizioso piano di andare a Standford possano preservarla da ogni distrazione sentimentale. Il vero amore inesistente: c'è solo la dura e cruda realtà e bisogna prenderne atto. Fino a quando, un giorno non incontra Tate, incredibilmente bello e gentile. Il primo ragazzo nella sua vita che le abbia mai rivolto la parola seriamente, oltre a Carlos il suo migliore amico. Prima di Tate non aveva mai preso in considerazione di potersi innamorare, sopratutto dopo il vivo interesse che le riserva sempre più frequentemente. Eppure Charlotte non può credere che tutto quello che sta vivendo sia reale: Tate Collins è in realtà la più famosa pop star nel panorama musicale mondiale. Lei una semplice ragazza di Beverly Hills. Cosa potranno mai avere in comune? Niente, fondamentalmente. Tranne che una forte e vera attrazione reciproca che li portano ad avvicinarsi sempre di più, anche nei momenti difficili. Anche quando i dubbi prenderanno il sopravvento.


"Quante persone hanno cambiato i loro piani, le loro vite per Tate Collins? Ogni cosa nel suo mondo gira attorno a lui. Decide quello che vuole, chi vuole, e quando. Ha talmente paura di perdere il controllo che ha finito per perdere me."



In Flower vengono affrontate molte tematiche tra le quali quella del primo amore. Charlotte è completamente estranea al mondo maschile, non si è mai innamorata davvero, non ha mai provato delle emozioni travolgenti per qualcuno. Tate è una meravigliosa novità. L'idea di trasformare questo personaggio in una figura nota nel mondo della musica, trasporta le lettrici in una storia che tutte hanno sognato almeno una volta: innamorarsi di una star. O meglio, che una star si innamori di noi, persone totalmente comuni. 

Altro tema di cui se ne risente l'influenza, specialmente nel finale, è la consapevolezza per un adolescente appena uscito dal periodo scolastico di trovare una propria strada. La stessa Charlotte è convinta della sua scelta di andare a Standford e studiare medicina, ma la realtà è decisamente lontana da ciò che lei vuole per se. Appare confusa, disorientata e non sa cosa fare della propria vita. Ama disegnare e scatta fotografie qualche volta, ma si preclude queste opportunità come svaghi occasionali, senza ombra alcuna di una passione concreta. Solo nel finale vediamo una Charlotte più coscienziosa, caratterialmente indipendente. Ed è qui che il titolo ci appare come un'iconografia, un sinonimo di come un ragazzo debba trovare la sua strada per crescere, per sbocciare, esattamente come un fiore fa quando rivela i suoi petali per la prima volta. La rosa purpurea è un simbolismo della durezza della vita che non regala niente. Bisogna impegnarsi per raggiungere i propri obbiettivi. Per Charlotte l'incontro con Tate Collins vuol dire tante cose. Anche se per lo più il romanzo si perde in cose futili e superficiali, come il materialismo, la bellezza fisica, la moda, trascurando il vero senso sentimentale e poetico, escludendo la genuinità dell'amore e i piccoli momenti che definiscono davvero le personalità dei protagonisti. 


Charlotte e Tate sono due personaggi controversi, hanno questi sprazzi di maturità che vengono contraddetti un attimo dopo. Lei afferma che il comportamento di Tate l'ha ferita troppe volte, quando in verità non succede nulla di eclatante e sconsiderato. Nulla per cui struggersi. Mentre Tate è innamorato dell'idea che Charlotte gli abbia cambiato la vita, che sia riuscita ad ispirarlo per la sua musica; ma non si percepisce la passione, nulla della sinergia profonda che contraddistingue il suo talento sinfonico. Ed è per questo che il lettore non capisce in che modo siano potuti crescere. 
Per terminare, Flower è un libro dotato di potenzialità comunicativa, specialmente verso lettori meno maturi, ma che si disperde in una trama forse poco originale. Una lettura che fa passare delle buone ore, ma non indimenticabile.

LA COPERTINA è un progetto grafico di Sebastiano Barcaroli che pone in primo piano una rosa purpurea, simbolo del romanzo e di come le vicende della vita ci portino a fiorire e maturare.



VOTO: 3 stelle /su 5








LE AUTRICI
Elizabeth Craftè una sceneggiatrice e produttrice e ha firmato, insieme a Sarah Fain, una serie young adult: Bass Ackwards and Belly Up.   
TWITTER


Shea Olsen, vive e scrive in un piccolo paese di montagna in Oregon. Lavora come produttrice per una società cinematografica e condivide una casa con il marito, un cane di nome Diesel, e due gatti. 
 www.sheaolsen.com






                                                    

2 commenti:

  1. Ciao Roby, bellissima recensione! Nonostante mi attirasse non ho preso in considerazione questo libro perché ho da poco terminato la dualogia di Natasha Boyd intitolata "Forever Jack". Si tratta più o meno della stessa storia: una ragazza appassionata d'arte ma senza un obiettivo preciso e un bellissimo attore in fuga da Hollywood si incontrano per caso e tra loro scoppia un amore travolgente. Mi è piaciuta parecchio e la consiglierei ma, ovviamente, leggere un libro quasi fotocopia non mi attirava. Ho l'idea che se un tema fa successo si tenda molto a marciarci sopra ma, a lungo andare, il lettore si stanca.

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    1. L'ho già sentita nominare la duologia di Forever Jack, da come ne racconti sembra bella. Flower purtroppo non mi ha attratto come avrei sperato, la storia è dispersiva e lenta, e ci si sofferma su delle cose superficiali come se fossero importanti. Si, hai ragione tu: il tema fa tendenza.

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