martedì 31 maggio 2016

"Il fabbricante di sogni" di Andrew Crofts | recensione

Un libro, un messaggio per il lettore. Un bambino straordinariamente coraggioso: Iqbal. Quest'oggi vi parlo della mia ultima lettura, analizzerò la trama nata dalla penna dello scrittore Andrew Crofts che si rifà ad una storia reale, e a vite reali del Pakistan. Non ho trovato la lettura particolarmente incalzante, anzi piuttosto lenta, ma il messaggio che traspare è un qualcosa di talmente importante che non può essere ignorato. E ora ve ne parlo. Sarà difficile essere all'altezza, ma ci proverò!



TITOLO ORIGINALE: The little hero
AUTORE: Andrew Crofts 
GENERE: Narrativa contemporanea, Storia vera

EDITORE: Piemme
PREZZO: 9,50 €
PAGINE: 208
DATA DI PUBBLICAZIONE:
 Luglio 2009


TRAMA

Nel piccolo villaggio pakistano, frotte di bambini giocano a rincorrersi, spensierati come è giusto che siano i bambini. Iqbal li vede dal finestrino del furgone che lo sta riportando a casa, al tramonto. Un tempo quei giochi erano anche i suoi, prima che la sua famiglia lo cedesse a un fabbricante di tappeti per saldare un debito di dodici dollari contratto dal fratello maggiore per sposarsi. Sono trascorsi sei anni da quel giorno e da allora è uno schiavo, costretto a trascorrere le giornate in una stanza afosa, incatenato a un telaio senza staccare gli occhi dal lavoro, sottomesso a padroni violenti e senza scrupoli. Insieme a tanti bambini come lui. Ma Iqbal è diverso, in lui c'è una scintilla che niente riesce a spegnere. Ha solo dieci anni ma la sua mente è attenta e vigile, il suo senso di giustizia innato. Così, dopo un tentativo fallito e pagato a caro prezzo, riesce finalmente a fuggire. Ha un solo obiettivo in testa, un sogno: far sapere al mondo cosa succede in Pakistan, liberare tutti i bambini dalla schiavitù. E ridare loro quell’infanzia che hanno provato a rubargli. Una storia intensa, commovente, impossibile da dimenticare.



"QUELLA DI IQBAL E' UNA STORIA DI SPERANZA,
UNA STORIA INTENSA CHE TUTTI DEVONO CONOSCERE"
THE NEW YORK TIMES


Recensione
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Questo libro è uno di quegli esempi che riescono a indurre il lettore a riflettere molto sulla natura disumana dell'uomo, e in particolar modo sulla schiavitù minorile in luoghi del mondo che sembrano a noi così distanti e surreali. Eppure esistono ed Andrew Crofts è solo il portavoce di una realtà che tutt'oggi non è ancora stata del tutto sradicata.
Il fabbricante di sogni è l'incredibile storia di Iqbal, che a soli quattro anni viene ceduto ad un fabbricante di tappeti per saldare il debito del fratello maggiore che sta per sposarsi, e il quale chiede un prestito proprio al padrone della fabbrica. Far lavorare i più giovani della famiglia in Pakistan è quasi come una tradizione, tanto che la famiglia di Iqbal non si oppone a questa decisione, ne tanto meno quando il povero bambino inizia ad essere oggetto delle torture del suo padrone. Per la sua famiglia questo significa solo disonore perché vuol dire che Iqbal non si sta comportando nel modo giusto. Ma il piccolo non è come tutti gli altri, non sa stare con le mani in mano, il suo spirito è molto più coraggioso ed intelligente di quel che sembra. Un giorno fugge dalla fabbrica, con la promessa che quando sarà divenuto più forte tornerà per salvare gli altri bambini rimasti in fabbrica. Una promessa che farà di lui un Little Hero, un piccolo eroe.



"Gli sarebbe piaciuto non aver più paura di niente, ma tutti quei ricordi di dolore e di orrore faticavano a scomparire".



Quando Iqbal incontra per la prima volta Elshan, l'istinto è quello di stargli alla larga, ma ben presto scopre che in quell'uomo gentile risiede un animo premuroso e temerario quanto lui. L'amicizia tra i due diventa il punto cardine di tutto il romanzo, trasformandosi in un'avventura straordinaria, alla disperata conquista dei diritti per i bambini schiavi, e i due dedicheranno un'intera vita a questo. Il fabbricante di sogni di Andrew Crofts è il testamento di due grandi persone che hanno fatto la differenza nel mondo intero, dal Pakistan all'America. Lottando contro la violenza sui minori, allo stupro, alla morte. Un inno alla vita e al coraggio. Un romanzo istruttivo, potente e allo stesso tempo ricco di speranza. La stessa speranza di cui Iqbal si è sempre nutrito, e che, come gli ha insegnato Elshan "quando si smette di sperare e di lottare, è in quel momento in cui si ritorna schiavi", non smette mai di sognare, dunque, sognare un futuro migliore, più bello per tutti quei bambini che vivono di schiavitù e che non sanno più cosa significhi essere liberi di scegliere per sè stessi, esseri liberi di giocare come tutti i bambini dovrebbero fare.
Una scrittura lenta ed incisiva, sobria ma allo stesso tempo carica di significato. 
Dopo questo romanzo non vedremo più il mondo come eravamo soliti a conoscerlo. 
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L'AUTORE
Andrew Crofts è un giornalista free-lance, ha scritto molti più libri di quelli che si possono trovare negli archivi alla voce "Andrew Crofts". Molto spesso il suo nome non appare nemmeno in copertina, perché lui ha scelto di prestare la sua abilissima penna a quelle persone che hanno una storia da raccontare, ma non sanno trovare le parole. È coautore di libri di grande successo, tra i quali ricordiamo Vendute!, con Zana Muhsen (Mondadori).       

                                                              www.andrewcrofts.com                      
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