ATTENZIONE! // NEW NOTICE!

Dolci&Parole si è trasferito su una nuova piattaforma web, vi aspetto tra i miei post e le mie foto su

Dolci&Parole Blog now is on a new web platform, you can continue to follow my post and pics here www.dolcieparole.altervista.org

THANK YOU EVERYBODY!!!

venerdì 4 dicembre 2015

"Il mio splendido migliore amico" di A.G. Howard ∾ Recensione

Pronti a ripartire per il Paese delle Meraviglie? 
Quando a febbraio è uscito in libreria Il mio splendido migliore amico ho enormemente insistito perché divenisse uno dei miei pezzi da esporre nella mia libreria. Mi sono sempre aspettata molto dato anche dal fatto che molte amiche blogger lo elogiavano ampiamente. Purtroppo questo è un problema: aspettarsi molto per poi capire che quel romanzo non mi è piaciuto come è piaciuto ad altri. Scoprire che in realtà non è stato capace di colpirmi come mi sarei aspettata. Ovviamente questa cosa è molto soggettiva, ma prima di scartare l'idea di leggere questo libro, soffermatevi a leggere la mia recensione o per lo meno qualche altra più positiva come quella del blog Briciole di Parole di Rosa.


IL MIO SPLENDIDO MIGLIORE AMICO

Titolo originale: Splintered
Autore: Anita G. Howard 
Genere: Young Adults\ Fantasy\ Avventura
Traduzione: Francesca Barbanera
Editore: Newton Compton 
Prezzo: 9,90 €, eBook 1,99 € 
Pagine: 406 
Data di pubblicazione: 19 febbraio 2015
Voto: ✪✪✪½



Trama
Alyssa Gardner ha il dono di poter sentire i sussurri dei fiori e dei bruchi. Peccato che per lo stesso dono sua madre è finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo Alice nel Paese delle Meraviglie. Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un’incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere, Alyssa deve superare una serie di prove, tra cui asciugare il lago di lacrime di Alice, rimanere sveglia all’ora del tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?



Recensione
________________________________________________________________________________


Alice nel paese delle meraviglie dello scrittore Lewis Carroll diviene incredibilmente un classico senza tempo, capace di fare stragi di cuori. Perché? Non certamente per una storia d’amore, sia chiaro. Una storia d’amore che effettivamente manca, non c’è. Sebbene vi siano tantissimi altri tipi di storie d’amore all’interno. Ogni avventura nel Sottomondo che vive Alice lo diventa. Ci innamoriamo dei magici avvenimenti, del Cappellaio Matto, del Brucaliffo, dello Stregatto, della Regina di Cuori… Ci innamoriamo talmente tanto di questi classici che diventano di ispirazione. Vedi l’opera cinematografica di Tim Burton (Alice in Wonderland) divenuta subito un cult: spettacolari disegni che diventano persone vere e tangibili, meravigliosi costumi e stravolgenti scenografie. Vedi anche il lungometraggio della Walt Disney divenuto un capolavoro. Insomma, Alice e il suo viaggio nel favoloso paese delle meraviglie, affascina ancora e tutt’oggi si rinnova.

  Il mio splendido migliore amico è l’ennesimo esempio di come un classico può diventare un bel re-telling, capace di regalarci attimi di puro svago e di trasportarci letteralmente in un mondo che non porta certamente il nome di “Terra”. Certo che no.
E’ la protagonista Alyssa, capelli chiari e biondi, occhi azzurri e un misterioso dono che le permette di udire i sussurri dei fiori e degli insetti, la nostra narratrice. Ha questo dono che da sempre l’assilla e sconvolge la vita della sua famiglia, soprattutto le figlie femmine. Un dono contro cui combatte per non finire al manicomio esattamente come è successo a sua madre Alison e a tutte le sue discendenti. Non è in realtà un caso che lei possa effettivamente avere questo dono, sì perché la sua quadrisavola è proprio Alice Lindell, la famosa bambina andata e tornata dal Sottomondo.
   Anita G. Howard, dopo un lungo prologo dove conosciamo la faticosa vita di Alyssa, ci trasporta nuovamente nel Paese delle Meraviglie, riscrivendo l’avventura di Alice in chiave Gotica e un po’ più spaventosa di come ce la ricordavamo dopo Lewis Carroll. Avventure che non hanno nulla di goliardico in confronto all’originale, nulla che rimandi all’innocente scoperta fatta da Alice. Forse solamente le atmosfere e i luoghi comuni che ci appaiono nella mente più vividi che mai, in modo talmente sorprendente da credere quasi di essere prigionieri di un incantesimo. I personaggi sono gli stessi ma mutano, cambiano di prospettive. Il nome Netherling riecheggia per tutta la durata del romanzo. Creature dai mistici poteri che abitano il Paese delle Meraviglie, animali improbabili dalle svariate fattezze e mostri spaventosi. Un viaggio, quello di Alyssa e Jeb, tutt’altro che semplice. Prove contro cui misurarsi, torti da recuperare, personaggi da salvare.
Il nuovo Paese delle Meraviglie descrittoci dall’intrigante penna di A.G. Howard è un pandemonio di dimensioni colossali, arricchito da quel tanto mistero e da un sapiente intrecciarsi di coincidenze, verità distorte e infami scopi da perseguire.
Il Paese delle Meraviglie sussurra ad Alyssa, le chiede di tornare per poter rimettere a posto ciò che la sua antenata Alice ha scombinato. Ma cosa è successo veramente? Lo stesso Morheus, suo amico d’infanzia, ha in serbo per lei un sentiero da percorrere e un piano da realizzare. Fino a giungere alle sconcertanti verità sulla stessa Alyssa e chi in realtà lei sia. Scoperte che non potevamo proprio immaginarci e probabilmente è questa la miglior qualità dalla narrativa proposta dalla Howard. O forse anche per quel pizzico di romanticismo che ci mancava. Sebbene il trio amoroso non funzioni poi così tanto bene, ci scopriamo più sollevati e felici nel finale a lieto fine.

__________________________________________________________________________________________________________________________________

"Tutti i sentimenti che ho represso per tanto tempo esplodono 
e si contorcono dentro di me come anguille elettriche,  folgorandomi di vita" 






Be', non direi il miglior modo di esprimere romanticismo! Effettivamente l’amore passa in secondo piano considerando l’avventura fuori dal comune in cui ci immergiamo capitolo dopo capitolo. Un amore che non ci conquista completamente (anche se ho come l’impressione che sia molto soggettivo), un amore che non è assolutamente dolce ma più amarognolo a tratti, e bizzarro. Bizzarro, d'altronde, come gli incontri e le usanze surreali del Paese delle Meraviglie.
In genere i personaggi sono molto ben distinti e colorati nei loro caratteri e nel loro modo di vestire e di atteggiarsi. La figura di Morpheus è probabilmente quella messa più in risalto nonostante sia Alyssa la protagonista, e questo destabilizza leggermente l’attenzione sulla storia poiché non capiamo che piega possa prendere. Un personaggio molto misterioso e a volte contradditorio, sicuro di sé e anche un po’ arrogante. Talvolta il personaggio di Morpheus risulta quasi antipatico per via delle tante esagerazioni che ogni volta commette. Mentre Alyssa appare ai nostri occhi come una persona innocente e pragmatica allo stesso tempo, a volte troppo ingenua, e questo ci fa arrabbiare.
Il personaggio di Jeb, invece, viene messo in secondo piano, nascosto nell’ombra di Morpheus e Alyssa, sebbene rimanga comunque un personaggio utile alla trama e alla stessa protagonista. Gli altri personaggi che si sperava avessero più valore come il cappellaio matto, la lepre marzolina e lo stregatto, cambiano connotati prendendo un’altra forma e comparendo nella storia solo per poche pagine. Peccato!


 __________________________________________________________________________________________________________________________________

“Jeb è stabile, forte e sincero; è il mio cavaliere dall’armatura scintillante. 
Morpheus è egoista, inaffidabile e misterioso: il caos in persona. Non c’è paragone tra i due. 
Eppure io assomiglio a entrambi e in me convivono tutte quelle caratteristiche. 
Sono allo stesso tempo luce e oscurità.”



Punto debole del libro è sicuramente la traduzione della sua casa editrice Newton&Compton. Il racconto appare più freddo di quanto non sia, le frasi rigide e i discorsi troppo statici. Addirittura nei primi capitoli la storia sembra quasi non decollare e lo stesso testo con qualche errorino di editing non invoglia totalmente alla lettura. Fortunatamente recupera più avanti nel cuore della trama.
Altra incognita che rende perplessi ad una sola prima occhiata è il titolo italiano dato a Splintered (da Splinter = scheggia): Il mio splendido migliore amico. Titolo a mio personale avviso più adatto ad un romanzo rosa che ad un Young Adult dalle sfumature horror, perché alla fine… dov’è questo migliore amico? Il fatto che Morpheus venga definito da Alyssa come un suo caro amico d’infanzia che poteva incontrare solo nei suoi sogni (da qui il nome Morfeo, dio del sonno), non rende credibile fino in fondo il loro strano rapporto. Solamente per il fatto che noi stessi non abbiamo vissuto questa infanzia non la rende credibile, probabilmente se ci fosse stato un prologo con un’Alyssa bambina avremmo avuto modo di affezionarci veramente a questa amicizia e a piangere e a gioire nei momenti opportuni del libro. Cosa che invece non avviene, purtroppo, lasciandoci soli senza un insegnamento o una morale che solitamente un buon libro dona al lettore che sa coglierlo.
Per terminare, Il mio splendido migliore amico è stato veramente esaltato come il libro dell’anno, il re-telling perfetto, ma che invece non è nulla di più di un bel libro capace di intrattenerci con le sue ben 400 pagine. Bellissimo il design grafico della cover realizzata da Alessandro Tiburtini che prende come immagine di copertina una foto di Nathalia Suellen. Quando si dice “mai giudicare dalla copertina”: Il mio splendido migliore amico è ovviamente tra questi.

VOTO: 3,5 stelle /su 5



SPLINTERED SERIE

                   1. Il mio splendido migliore amico   (Febbraio 2015)
1,5. The moth in the mirror                       
    2. Tra le braccia di Morfeo  (Ottobre 2015)  
 3. Ensnared                                                     
4. Untamed                                                          


__________________________________________________________________________________

L'autrice

Anita Grace Howard vive nel nord del Texas. Adora nella scrittura mescolare la malinconia e il macabro e rovesciare l'atteso nell'inatteso; trae ispirazione per le sue storie da tutte le cose imperfette. Cerca sempre di dar vita a personaggi che raccontino ogni sfumatura degli esserei umani e poi, per dare un brivido in più ai lettori, di diverte a mettere sottosopra il loro mondo. E' sposata e madre di due figli. 

Twitter @aghowardwrites  |   Facebook 

3 commenti:

  1. Ciao cara ♡ Ho finito questo libro giusto ieri e devo ammettere che sono d'accordo con te in vari punti!
    L'inizio l'ho trovato parecchio bruttino, probabilmente a causa della traduzione, ma per fortuna grazie alla trama è decollato! Devo dire che alla fine mi è piaciuto e non vedo l'ora di leggere il seguito *-*

    RispondiElimina
  2. Allora corri in libreria! Il secondo volume è uscito proprio questo ottobre. Magari anche io lo leggerò! ^^ Un abbraccio.

    RispondiElimina
  3. A me è piaciuto tantissimo, infatti non vedo l'ora di avere tra le mani il seguito e leggerlo!!

    RispondiElimina

♡ Dolci&Parole può crescere solamente grazie ai vostri commenti, vi ringrazio di tutto cuore se vorrete scrivere qui sotto cosa ne pensate di questo post ♡

Consigliati


Grafiche e contenuti © ROBERTA DELLABORA DESIGN
Per info: dolcieparole@gmail.com