mercoledì 24 agosto 2016

Intervista a Chiara Giacobelli, autrice del romanzo "Un disastro chiamato amore", e i suoi consigli per aspiranti scrittori!



Lo avevo già anticipato nel post precedente, ovvero nella recensione di Un disastro chiamato amore (se ve lo siete persi correte a leggerla!), ed ora eccola arrivare: l'intervista all'autrice del romanzo, Chiara Giacobelli. Il suo libro sta avendo un enorme successo in Italia, ed io sono incredibilmente felice di potervela presentare e mostrarvi i suoi consigli letterari su alcune delle questioni più spinose per uno scrittore esordiente. A par mio non potete farveli sfuggire!!


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CARISSIMA CHIARA, BENVENUTA. NON SAI QUANTO IO SIA STATA FELICE DI CONOSCERTI E SOPRATUTTO DI AVER AVUTO L'OPPORTUNITA' DI LEGGERE "UN DISASTRO CHIAMATO AMORE", IL TUO ROMANDO D'ESORDIO. PRIMA DI TUTTO PENSO CHE SIA D'OBBLIGO QUESTA DOMANDA: COME HAI CAPITO CHE PUBBLICARE LIBRI SAREBBE STATO PER TE UN SOGNO?
"Grazie a te per avermi accolta in questo bel blog! Dire che avevo il sogno di pubblicare un libro non è esattamente quello che sento: io avevo la necessità di scrivere e, crescendo, mi sono resa conto che non avrei voluto fare nessun altro mestiere al mondo se non quello della scrittrice. Sapevo che l’obiettivo era molto arduo da raggiungere in un Paese come l’Italia, ma vivere della mia arte era tutto il mio senso, ben oltre il lavoro: per me significava dare un valore a me stessa, alla mia personalità nel suo complesso e anche alla sofferenza passata. Nonostante al momento sembra che io sia riuscita a raggiungere il mio sogno, questa è solo la prima parte di un lungo percorso che spero mi porterà lontano (e quando dico lontano intendo prima di tutto in senso fisico)."



COM'E' INIZIATA LA TUA CARRIERA DI SCRITTRICE? SEI STATA SCOVATA DA UN AGENTE LETTERARIO CHE HA APPREZZATO LA TUA INVENTIVA, O TI SEI RIMBOCCATA LE MANICHE E NE SEI ANDATA ALLA RICERCA PERSONALMENTE? 
"È iniziata con la varia, mentre la narrativa è arrivata solo al decimo libro, perché prima non mi sentivo pronta per espormi così tanto. Il libro d’esordio, “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita”, fa parte della più ampia collana della Newton Compton di cui attualmente sto scrivendo in merito al Veneto (in uscita a novembre). Nel 2011 ho proposto la regione in cui sono nata alla casa editrice, ho fatto alcune prove di contenuti e di scrittura e sono stata subito presa. Il successo di quel libro mi ha permesso di svoltare, così ho lasciato il mio lavoro di addetta stampa per dedicarmi esclusivamente a libri e giornalismo, ad eccezione di qualche editing che faccio ogni tanto. Il mio romanzo d’esordio è arrivato solo quest’anno, insieme a una bravissima agenzia letteraria, perché questo era il momento giusto: c’è un tempo adeguato per tutto, bisogna solo saperlo aspettare."


QUANTI TUOI LIBRI SONO STATI PUBBLICATI FINO AD ORA? 
"Dieci. Direi che mi posso ritenere soddisfatta per avere 33 anni. Più alcuni dossier/approfondimenti e una marea di articoli."






HO LETTO SPESSO CHE "UN DISASTRO CHIAMATO AMORE" S'ISPIRA IN MODO PERSONALE A TE COME DONNA, E CHE MOLTE DELLE DISAVVENTURE CHE SI SUSSEGUONO, PER LA PROTAGONISTA VIVIENNE, SONO REALMENTE SUCCESSE. E' INCREDIBILE! RACCONTACENE ALMENO UNA.
"Beh, so che può sembrare surreale ma ho dovuto fare una bella scrematura perché nella realtà le figuracce combinate erano molte di più. Come Vivienne, sono caduta in acqua con zaino e vestiti da uno yacht davanti a una folla di persone perbene, con mia mamma che si vergognava da morire; ho fatto investigazioni al limite dello spionaggio; mi sono tatuata il sedere sedendomi su un’attinia e ho mandato all’ospedale una povera bimba innocente stampandole un pattino in fronte. Senza considerare la mia miriade di fobie varie ed eventuali (oggi quasi completamente domate, a parte un paio) e l’amore incondizionato per i Pronto Soccorsi." 

PS: Tra l'altro Chiara mi ha confessato di aver sbagliato a mandare le risposte per questa intervista, spedendole ad un'altra blogger. Lo devo dire... E' Vivienne in carne ed ossa!

IL PERSONAGGIO DI EMILY, DEVO DIRE LA VERITA', E' STATO CAPACE DI SCUOTERMI PARECCHIO. SOPRATUTTO PER IL FINALE, CHE BADATE BENE NON SVELERO'. COME TI E' VENUTA L'IDEA DI CARATTERIZZARE IN QUESTO MODO UNO DEI PERSONAGGI PIU' MISTERIOSI DEL TUO ROMANZO? A CHI TI SEI ISPIRATA? 
"L’idea iniziale di un personaggio come Emily è nata prendendo spunto dalla Carmelina de La Grande Bellezza, una bambina prodigio che dipinge con le mani e i secchi di vernice con una forza enorme, dentro cui è concentrato tanto l’amore per la vita quanto l’intensa sofferenza vissuta. A differenza di lei, però, Emily non è costretta a dipingere per fare tendenza o per intrattenere gli ospiti: è una sua necessità, un bisogno che nasce da lei stessa e quindi rappresenta una forma di libertà. Attraverso il proprio talento artistico Emily butta fuori la rabbia, il brutto di tutto quanto la vita le ha riservato, raggiungendo così attimi di pace e serenità, che si manifestano nel silenzio in cui si chiude spesso. In lei il linguaggio artistico molto spesso si sostituisce a quello linguistico: una scelta non casuale."


ABBIAMO PARLATO DI UN FINALE SCONVOLGENTE IN "UN DISASTRO CHIAMATO AMORE", ED E' CERTAMENTE UNO DI QUELLI CHE FA PENSARE IMMEDIATAMENTE CHE VI SARA' UN SEGUITO. E' COSì, OPPURE HAI VOLUTAMENTE SCELTO DI TERMINARE IL ROMANZO CON QUESTA ENFASI PER LASCIARE UN FORTE RICORDO AL LETTORE? 
"No, l’ho scelto con la speranza che ci possa essere un seguito, già in nuce nella mia mente. Altrimenti che scusa avrei per trasferirmi a Parigi, nella città di Vivienne? ;) "


ULTIMA DOMANDA IN STILE DOLCI&PAROLE: DICCI IL TITOLO DI UN LIBRO E IL PERCHE' LO CONSIGLIERESTI A TUTTI. E, OVVIAMENTE, UN DOLCE CHE MANGERESTI TUTTA LA VITA.
"Libro: “Cime tempestose” di Emily Brontë, perché si parte sempre dai classici e per ricordarci che deve esistere un prolungamento di noi stessi all’esterno, altrimenti per quale ragione saremmo al mondo?

Dolce: Brownie, perché adoro il cioccolato e perché non vedo l’ora di scappare via. "




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I CONSIGLI PER ASPIRANTI SCRITTORI DI
Chiara Giacobelli

1. DAI UN CONSIGLIO CONCRETO A CHI, COME TANTI, STANNO ATTENDENDO UNA BUONA OPPORTUNITA' PER FAR CONOSCERE IL PROPRIO TALENTO DI SCRITTORE E HANNO UN MANOSCRITTO NEL CASSETTO.
"Non esiste nessuna buona opportunità da attendere, il futuro è nelle vostre mani. Tirate fuori il manoscritto dal cassetto, sottoponetelo a un bravo editor per una revisione e poi cominciate a inviarlo a tutte le agenzie letterarie italiane che non vi chiedono denaro per leggerlo. Non alle case editrici, alle agenzie. Non fermatevi davanti ai no, fanno parte del gioco: andate avanti e ampliate la ricerca. "

2. QUAL E', SECONDO TE, L'ASPETTO CHE PIU' DEV'ESSERE CURATO IN UN LIBRO A PARTE LA GRAMMATICA? 
"Le emozioni che si riescono a trasmettere al lettore attraverso parole, descrizioni, gesti… l’arte della scrittura, insomma."


3. COSA NE PENSI DI QUEI AUTORI CHE NON TROVANO RISCONTRI POSITIVI CON LE CASE EDITRICI E SCELGONO DI AUTO-PUBBLICARSI?
"Non ho una mia opinione al riguardo perché è un campo che non conosco. Non mi è mai nemmeno sfiorato il pensiero di autopubblicarmi, poiché sono lontanissima dalle nuove forme di comunicazione in generale, a cominciare dall’Iphone."


4. SOLITAMENTE DOVE E' POSSIBILE TROVARE L'ISPIRAZIONE PER SCRIVERE UN'OTTIMA STORIA, RICCA DI PARTICOLARI E COLPI DI SCENA? HAI UN LUOGO SPECIALE? CONSIGLIERESTI, A CHI SCRIVE, DI TROVARNE UNO?
"I luoghi sono come le persone: alcuni ti suscitano forti sensazioni, ti entrano nell’anima, mentre altri restano anonimi. Non c’è un posto per tutti che potrei suggerire: ognuno deve sentire il proprio. Ad esempio, io sento molto la città di Firenze, che per me è “casa” molto più della regione in cui sono nata. Non per questo riesco a scrivere solo a Firenze, anzi… di solito mi eccita e mi entusiasma talmente tanto da deconcentrarmi. Però da essa attingo positività e ricchezza interiore, che poi si trasferisce in maniera naturale alle pagine."


Uno scorcio di Porto Venere, patrimonio dell'Unesco
5. COSA PENSI DELLA MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI AUTORI ESORDIENTI DI OGGI CHE SCELGONO DI AMBIENTARE I LORO RACCONTI ALL'ESTERO, PIUTTOSTO CHE IN ITALIA? VI PUO' ESSERE UNO STATO DI ALIENAZIONE NEI CONFRONTI DELLA CULTURA ITALIANA, O E' PER PURO PIACERE DI UNA LOCATION ALTERNATIVA? COME HAI SCELTO I LUOGHI PER IL TUO ROMANZO "UN DISASTRO CHIAMATO AMORE"? 

"
Io sono una di quegli autori, se non fosse per il fatto che, avendo un minimo di esperienza nel settore, so quanto le case editrici italiane siano attente alle location. Di solito sono preferibili storie ambientate nel nostro Paese. Personalmente amo tantissimo l’Italia, la considero la nazione più bella del mondo e anche la più eterogenea, tuttavia mi sta stretta e subisco in maniera forte il fascino dell’estero, specie quello della California e della Francia. Da qui la scelta dei miei luoghi: Hollywood, Parigi e il Golfo dei Poeti, una delle zone più suggestive e meno inflazionate della bellissima Liguria che mi piaceva far conoscere, intrisa di una grande storia e da sempre legata alla letteratura."


6. MEGLIO SCRIVERE SUBITO AL COMPUTER O TROVI PIU' IMPORTANTE INIZIARE DALLA CARTA, PER LA STESURA DEL LIBRO? 
"Non scrivo a mano da quando avevo otto anni! I miei pensieri sono troppo veloci per la penna, senza computer non sarei in grado di produrre niente. "

7. COME SI CARATTERIZZA UN BUON PERSONAGGIO? È NECESSARIO ISPIRARSI A QUALCUNO O E' POSSIBILE CREARLO ANCHE SOLO CON TANTA IMMAGINAZIONE?
"Si può fare entrambe le cose, dipende dallo scrittore. Io sono cresciuta con la scuola della Commedia all’Italiana, secondo la quale tutto parte dalla realtà. Si può modificare, aggiungere inventiva, essere creativi, tuttavia il mondo attorno a noi è la massima fonte di ispirazione che possa esserci. Per questo, sono molto propensa a osservare. Una volta Ettore Scola mi disse che non avrebbe mai scritto un libro autobiografico perché una cosa del genere se la potevano permettere giusto Primo Levi e Che Guevara.Per quanto riguarda il mio romanzo, ho solamento attinto da alcuni episodi della mia vita, ma non si tratta neppure lontanamente di un’autobiografia, visto che la trama è tutta inventata. Ci sono tuttavia anche molti spunti tratti dalla realtà, in particolare il personaggio di Alex Lennyster nasce grazie alla conoscenza con il figlio di Audrey Hepburn Sean Ferrer, ed altri episodi realmente accaduti a personaggi noti sono nascosti tra le pagine. Li trovate tutti spiegati alla fine, nella Nota dell’autrice. "

8. A TUO PARERE, E' PIU' RILEVANTE ESSERE DOTATI DI UNA BUONA SCRITTURA O DI UNA STORIA ORIGINALE? 
"50 e 50. Sono due elementi indipensabili per scrivere un buon romanzo."

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L'AUTRICE
Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983, laureata in Lettere e Filosofia e specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo a Roma, corso al termine del quale ha vinto il Premio Reali conferito ai migliori studenti dell’ateneo di Tor Vergata. Un disastro chiamato amore è il suo romanzo d’esordio. Tiene un blog culturale sull’Huffington Post e scrive per varie testate, tra cui il gruppo Qn – La Nazione – Il Giorno – Il Resto del Carlino – Affari Italiani – Bell’Italia - In Viaggio. Tra le sue pubblicazioni vi sono degli itinerari culturali pubblicati con Newton Compton: Forse non tutti sanno che nelle Marche... , 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita e 1001 monasteri e santuari in Italia da visitare almeno una volta nella vita.

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